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CORRENDO PER L'ADOZIONE

IIIĀ° MEETING "COMPAGNI DI VIAGGIO"

ROMA - 24/09/2016

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CI RIPROVIAMO

Torna anche quest'anno la manifestazione dedicata al mondo dell'adozione. 

Dopo il successo riscontrato nella edizioni precedenti, l'associazione COMPAGNI DI VIAGGIO, in collaborazione con la ASD ROMATLETICA FOOTWORKS e con il PATROCINIO DEL COMITATO REGIONALE DELLA FEDERAZIONE DI ATLETICA LEGGERA - FIDAL LAZIO, è felice di invitarvi a
LA GIORNATA DELL'ADOZIONE
una giornata dedicata ai protagonisti dell'adozione: quelle persone, quelle coppie quelle famiglie che decidono di andare ad incontrare i propri figli dall'altra parte del mondo e che avranno così l'opportunità di incontrare i rappresentanti degli Enti Autorizzati, delle varie Associazioni di famiglie adottive che vorranno essere presenti, dei servizi sociali, di professionisti legati al tema adozione, di famiglie che hanno già concluso la propria adozione e disponibili ad incontrare e mettersi a disposizione, con i loro figli, di chi è ancora nella fase di preparazione al viaggio.
Una giornata che sarà anche all'insegna dello sport e del divertimento, fatta per unire, per incoraggiare, per raccontare. Una giornata in cui ci si potrà rendere conto che, in questa avventura così bella, si è sempre affettuosamente circondati da tantissimi COMPAGNI DI VIAGGIO.

Ore 10:00 - Apertura stand villaggio
Ore 10:30 - Inaugurazione ufficiale manifestazione
Ore 11:00 - Gara 50 metri (Categorie giovanissimi sino ai 14 anni) gara non competitiva
Ore 12:15 - Gara 200 metri (Coppie genitore/figlio) gara non competitiva
Ore 15:30 - Un Miglio per Giuliano (Categorie dai 16 anni in poi) gara non competitiva
Ore 18:00 - Chiusura manifestazione

SCARICA LA LOCANDINA DELL'EVENTO

Il successo di una adozione, con riferimento particolare alle adozioni internazionali, dipende, a mio avviso, anche da quanto la scuola sia in grado di comprendere la condizione particolare che il bambino adottato ha vissuto, vive e riporta nel relazionarsi con insegnanti e compagni.

Molto spesso maestri ed educatori lamentano il fatto che questi bambini presentano livelli di attenzione e di interesse bassi (o comunque più bassi della media) dimenticando il fatto che l'attenzione e l'interesse sono figli della comprensione e che la comprensione è figlia della padronanza della lingua; i nostri figli sono cresciuti circondati da suoni diversi o da diversi significati per gli stessi suoni; arrivano a 5, 6, 10, 12 anni parlando russo, portoghese, spagnolo, cinese, o qualche dialetto khmer piuttosto che vietnamita o di qualche paese centrafricano. E anche in quel caso, sicuramente, con una varietà di vocaboli piuttosto bassa. Poi vengono letteralmente catapultati in una realtà assurda, in una lingua che non ha nessuna assonanza con quanto udito fino a quel momento, con un bombardamento di termini e terminologie che debbono far propri in un limitatissimo lasso di tempo perché da questa loro capacità dipende la possibilità, fondamentale per il loro sviluppo e la loro integrazione, di relazionarsi con i pari età, di interagire, farsi apprezzare e coltivare quella sana autostima che è la base su cui poggiare ogni futuro progresso.

In quella che sembra essere la maggioranza dei casi, la scuola (intendendo per scuola il corpo insegnante ed eventuali educatori di riferimento) sembra essere molto lontana da questo tipo di considerazioni, probabilmente con la giustificazione che, in una classe di 25/30 bambini, quelli con questo tipo di problematica sono sicuramente la minoranza e dunque è a loro che si chiede lo sforzo di adeguarsi agli altri.

A questo tipo di atteggiamento consegue il fatto che il bambino non si senta (e di fatto non è) assistito in questo suo bisogno di comprendere e, trovandosi di fronte a qualcosa obiettivamente molto al di la delle sue capacità, reagisca disinteressandosi a quanto succede intorno e rifiutando di fare ogni sforzo per comprendere e assimilare quanto viene detto e insegnato.

Occorre dunque una presa di coscienza dell'Istituzione scolastica affinché, nei programmi di aggiornamento e formazione professionale del corpo insegnante si preveda di affrontare l'argomento dell'approccio e della gestione della obiettiva diversità di mezzi a disposizione del bambino, straniero in genere e adottato in particolare e occorre anche che il singolo insegnante o educatore si renda conto che gli stimoli, le attenzioni e le gratificazioni rivolte a questa tipologia di scolari debbono essere necessariamente diverse per qualità e quantità da quelle normalmente e abitualmente praticate.

Nell'attesa che le Istituzioni concordino e varino normative e percorsi formativi a questo dedicati, vorrei provare a costruire e coordinare una rete di "volontari dell'insegnamento" che, riconoscendo valide le modalità sin qui descritte, si mettano a disposizione per la creazione di un percorso di sostegno sia per l'apprendimento della lingua italiana, sia per la comprensione e l'apprendimento delle varie materie: un gruppo di insegnanti ai quali poter affidare i nostri "alunni stranieri" e fare in modo che si sentano solo "alunni", senza altri appellativi.

Faccio dunque appello ad insegnanti ed educatori affinché mi contattino e diano la propria disponibilità al progetto in modo da poter cominciare a verificare il grado di sensibilità verso questa problematica; chiedo a chi, come me, è genitore adottivo, di pubblicizzare l'iniziativa presentandola magari presso la scuola dei propri figli o sottoponendola all'attenzione di quei particolari insegnanti che ritengano possano essere interessati alla proposta e di indicarmi anche il loro grado di apprezzamento dell'iniziativa e qual'è eventualmente il tipo di sostegno che si aspettavano dalla scuola e che invece è andato disatteso, in modo da aiutarci ad individuare il percorso di aiuto più rapido ed efficace per l'integrazione dei nostri figli.

Faccio appello anche alla classe medica affinché ci siano psicologi e/o psicoterapeuti disposti ad affiancare e consigliare gli insegnanti nella valutazione dei comportamenti dei bambini allo scopo di meglio indirizzare gli sforzi e far aumentare le possibilità per un rapido recupero del divario cognitivo.

Naturalmente è benvenuto anche chi si offra, nello spirito del progetto, di aiutarmi in questa iniziativa, magari proponendosi come referente o coordinatore nella propria città oppure suggerendo modalità di attuazione che possano facilitare il nascere e il progredire dell'iniziativa.

Tutto quanto sopra descritto sarà oggetto e scopo di un vero e proprio consultorio per bambini, ragazzi e famiglie adottive che stiamo allestendo e che contiamo di far partire in tempi brevi a Roma per cui, chi volesse maggiori informazioni o decida di mettersi a disposizione, può contattarci all'indirizzo email dell'associazione: [email protected]

Mutuo COMPAGNI DI VIAGGIO

Grazie alla collaborazione e alla sensibilità della BANCA POPOLARE DELL'EMILIA ROMAGNA, è da oggi operativo il

MUTUO COMPAGNI DI VIAGGIO

un finanziamento da 2.000,00 a 5.000,00 euro per i nostri soci per tutte le loro esigenze di spesa aumentabile fino a 15.000,00 euro per la  copertura delle spese di adozione, alle seguenti condizioni:

- rimborso in 60 mesi

- tasso finito fisso 5% o variabile Euribor a 3 mesi + 3%

- no spese istruzione e no spese incasso

Naturalmente solo per i nostri soci.

 

Questo, per noi, è essere COMPAGNI DI VIAGGIO

AGGREGAZIONE

Amici buongiorno,una riflessione: giriamo e rigiriamo, ci iscriviamo a gruppi, ne creiamo altri, ci mandiamo messaggi in chat e alla fine siamo quasi sempre gli stessi in ogni gruppo; è come se ci fosse un nocciolo duro di persone con la smania, la bramosia, quasi, di condividere, di capire, di confrontare le proprie esperienze, parlare delle proprie difficoltà, farsi carico di quelle degli altri, cercare una spalla a cui appoggiarsi e offrire la propria per il medesimo scopo.Abbiamo questa esigenza di essere coinvolti e di coinvolgere.Sentiamo il bisogno di avere un punto di riferimento a cui poter guardare, una risorsa a cui accedere in caso di bisogno.Ma allora perché non provare a mettere in piedi qualcosa di più strutturato? Perché limitarsi a scrivere due righe ogni tanto?Siamo persone che hanno in comune una cosa talmente forte, importante e grande che ci rende insicuri, che ci obbliga a cercare appoggi.Ma allora, che senso ha contunuare a chiedere aiuto alla cieca? Perché affidarsi al caso? AGGREGHIAMOCI. Uniamoci tutti formando una società di persone che, alla base, hanno un motivo di vita unico (l'adozione) e che portano ognuno la propria esperienza di vita e anche, perché no, professionale.Fra di noi c'è chi è avvocato, commerciante, medico, architetto, muratore, geometra, pittore, chi lavora presso uffici comunali, INPS, ministeri: allarghiamo la nostra disponibilità agli aspetti di tutti i giorni; USIAMOCI per darci una mano sia dal punto di vista morale che da quello materiale.Se stiamo cercando un dentista magari ne troviamo uno che ha adottato in Cambogia e potremmo risparmiare qualche cosa; se dobbiamo dipingere casa, possiamo acquistare il materiale da chi, fra noi, ha una ferramenta e una bimba ucraina e far fare il lavoro a un pittore che ha dato mandato per una coppia di fratelli peruviani.Aiutiamoci e sosteniamoci nel percorso adottivo; parliamoci delle nostre difficoltà, delle nostre aspettative, delle nostre delusioni, delle nostre emozioni riguardo al tema "adozione". Sfruttiamoci per comprendere questo mondo e per poter essere più sereni e meno insicuri per il bene nostro e dei nostri figli; allo stesso momento pensiamo di venirci incontro anche sotto gli aspetti materiali della vita.